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OphusDev

Perché tengo un diario delle attività da dev e come lo organizzo

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Table of Contents

Dalla fine del 2024 tengo una sorta di diario delle attività su cui lavoro durante la settimana.

Molti lo chiamano Work Log.

Cosa mi spinge a farlo?

Scrivere un resoconto a fine settimana mi aiuta a svuotare la testa e, soprattutto, a non dover ricordare a memoria come sono uscito da determinate situazioni spinose.

È utilissimo per documentare al volo l’uso di una tecnologia, un pattern architetturale efficace o i dettagli emersi da un confronto con un collega che potrebbero tornare utili in futuro.

Come lo faccio?

Nessun software comprato o script sviluppato per l’occasione. Uso un semplice file Markdown su Obsidian per ogni mese, dove raccolgo le attività settimana per settimana.

La struttura delle cartelle è banale:

Terminal window
Obsidian root
--> WorkLog
--> 2026-05
--> 2026-04
--> 2026-03

All’interno di ogni file mensile, la struttura è simile a questa:

## Week 06-01 - 06-07
- Rilascio in produzione del progetto X
- Documentazione endpoint del progetto X con Swagger
- Confronto con A. per risolvere il problema Z
## Spunti interessanti
- uv audit per CVE discovery
## Week 06-08 - 06-14
- Migliorata query sul progetto X aggiungendo indici mancanti
- Creato dashboard Grafana per Y
- Approfondito Human in the loop e scritto un post su https://ophusdev.github.io/posts/human-in-the-loop

Essendo il mio log privato, mischio tranquillamente attività lavorative e progetti personali. Inoltre, non segno gli ID delle issue o i link alla documentazione interna: per tracciare quelle informazioni ci sono già i tool aziendali.

Non sono formale nemmeno sul template. Tratto il Markdown come testo libero e non uso nessun automatismo di Obsidian per generare la struttura. Creare i paragrafi a mano mi costringe a fare mente locale e a fare un “dump” mentale di quanto fatto.

L’unica caratteristica davvero indispensabile è che tutto sia ricercabile rapidamente con un CTRL+F o un grep da terminale. Non sono un purista di Obsidian: niente tag millimetrici o grafi complessi, lo uso solo per quello che serve a me.

Mell’ultimo periodo, per non perdere traccia delle cose giorno per giorno (o dei task abbandonati per un cambio di contesto), tengo un documento al volo sul cloud. Lì appunto le cose in tempo reale, così a fine settimana mi basta riprendere quel piccolo log grezzo, scremare quello che non serve e arricchire il mio Work Log ufficiale.

Conclusioni

Tutto qui. È un approccio decisamente low-tech, ma dopo parecchi tentativi con tool più complessi, ho capito che meno attrito c’è tra la mia testa e il file, più è probabile che io continui a scriverlo.